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Nagasawa Hidetoshi
opere | biografia | testi critici

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Hidetoshi Nagasawa nasce nel 1940 in Manciuria. Nel 1945 a seguito dell’invasione da parte dell’Unione Sovietica, la sua famiglia intraprende un difficile viaggio di un anno e mezzo verso il Giappone. Stabilitosi nel villaggio rurale di Kawashima, Nagasawa prosegue i suoi studi avvicinadosi all’arte già all’età di quindici anni. Laureato nel 1963 in Architettura e Design, trova lavoro in uno studio di architettura. Nel 1966 sposa Kimiko Ezaki e dopo pochi mesi parte dal Giappone in bicicletta dirigendosi verso Ovest: attraversa Thailandia, Malesia, India, Pakistan, Afghanistan, Persia, Iraq, Giordania, Libano, Siria e Turchia, passa dalla Grecia e giunge a Brindisi e risale l’Italia visitando Napoli, Roma e Firenze. Nell’agosto del 1967 arriva a Milano, dove si conclude il suo viaggio a causa del furto della bicicletta. Trova uno studio nel quartiere operaio di Sesto San Giovanni ed entra in contatto con un gruppo di artisti tra cui Castellani, Fabro, Nigro, Trotta e Ongaro; attratto dai numerosi stimoli che gli offre l’ambiente milanese, decide di rimanervi. E’ nel 1968 che l’attività artistica di Nagasawa acquisisce continuità e consapevolezza. Nel 1970 presenta la sua prima mostra personale alla galleria milanese Françoise Lambert e partecipa a una mostra collettiva sull’arte contemporanea giapponese presso il Solomon R. Guggenheim di New York. Nel 1971 espone presso la galleria Toselli di Milano e all’Attico di Roma, e avvia la sua produzione di sculture. Nel 1972 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel 1976 espone assieme a Luciano Fabro e Antonio Trotta nella mostra Aptico. Il senso della scultura a Verbania-Pallanza. Negli anni Ottanta il lavoro di Nagasawa subisce un apliamento di scala che lo porta a creare ambienti al confine tra scultura e architettura; le sue opere diventano antigravitazionali, capaci di sfidare le leggi della fisica e la forza di gravità. Nel 1988 espone al PAC di Milano. Negli anni Novanta Nagasawa è presente in tutto il mondo in importanti appuntamenti nazionali e internazionali: a Kassel, per la IX edizione di Documenta nel 1992, alla Biennale di Venezia nel 1993 con una sala personale nel Padiglione Italiano e a Bologna nei locali di Villa delle Rose della Galleria d’Arte Moderna. Nello stesso anno in Giappone inaugura una mostra antologica presso il Museo Mito e nel 1996 espone in una personale alla Fondazione Mirò di Palma de Mallorca. Milano ospita nuovamente il lavoro di Nagasawa nel 2001 presso il Palazzo della Triennale e nel 2002 a Palazzo delle Stelline; nello stesso anno a Palazzo Pretorio di Certaldo viene presentata la mostra Giardino della casa del tè e nel 2003 a Modena espone presso il Caffè letterario, Giardino Palazzo Agazzotti. Nel 2006 partecipa alla XII Biennale internazionale di scultura di Carrara e l’anno successivo espone presso la Torre di Guevara a Ischia. Nel 2008 realizza l’opera Giardino rovesciato per il parco-museo della Villa medicea La Magia, a Pistoia, e partecipa alla XVIII Biennale Internazionale di Scultura a Carrara. A fine anno realizza per la galleria MarcoRossi artecontemporanea di Milano una nuova opera in marmo intitolata Albero di Farfalle. Il 2009 è invece l’anno di sei mostre itineranti che vedono Nagasawa ospite di alcuni tra i più importanti musei del Giappone, tra cui il National Museum di Osaka, percorso che si concluderà a giugno del 2010. A cavallo tra il 2009 e il 2010 poi l’artista viene invitato a partecipare alla rassegna Inspired by George Byron patrocinata dal Comune di Roma; da gennaio a marzo esporrà inoltre alla Galleria San Fedele di Milano una grande scultura di marmo bianco di Carrara ispirata al tema della croce. Il suo lavoro è oggi presente in numerose ed importanti collezioni pubbliche e private in America, Belgio e Giappone, tra cui: FRAC, Fontevraud; Solomon R Guggenheim Museum, New York; Middelheim Museum, Anversa; The National Museum of Modern Art, Osaka; Museum of Contemporary Art, Hiroshima; Municipio Adachi-ku, Tokyo; Art Tower, Mito; Contemporary Art center, Mito.
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