Medhat Shafik è nato in Egitto nel 1956 e dal 1976 vive e opera in Italia. Diplomato in pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni '80 partecipa con successo a molte rassegne artistiche nazionali e internazionali. La sua consacrazione arriva nel 1995, quando alla Biennale di Venezia il Padiglione Egitto da lui rappresentato e curato insieme a due artisti connazionali viene premiato con il Leone d’Oro delle Nazioni. Dal 1995 si susseguono le sue presenze in Italia e all’estero sia in spazi pubblici che privati: a Mantova, a Palazzo Ducale, al Museo della Repubblica di San Marino; a Gibellina poi inizia la realizzazione dell’opera monumentale Qanat, le rotte del cielo nell’ambito delle Orestiadi. Nel 1999 realizza l’installazione La via della seta in S. Francesco a Como, curata da A. Fiz ed E. Pontiggia, è presente con una personale ad Art Basel 30, e alla Galleria Comunale di Cervia con l’installazione Il risveglio della Fenice: Fuoco curata da C. Cerritelli. Nel 2001 espone alla Galleria d’Arte Contemporanea di Bad Homburg in Germania, alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto e all’Arengario di Milano. Nel 2002 inizia il nuovo ciclo di opere Sabbie, presentate da M. Meneguzzo a Pietrasanta e a Milano, e partecipa a Glass Way, le stanze del vetro dall’archeologia ai giorni nostri, curata da M. Sciaccaluga al Museo Archeologico di Aosta. Nel 2003 espone una personale all’Accademia di Belle Arti di Brescia, e partecipa alla Biennale Internazionale de Il Cairo vincendo il The Nile Grand Prize. Nel 2004 a Verona l’installazione La dimora del poeta viene esposta e acquisita dalla collezione permanente del Museo di Palazzo Forti e partecipa a Medioevo prossimo Venturo, curata da M. Sciaccaluga al Palazzo Pretorio di Certaldo. Nel 2005 partecipa alla rassegna Identità e nomadismi curata da L. Fusi e M. Pierini al Palazzo delle Papesse di Siena. Nel 2006 allestisce la personale Aiqunat - territori dell’anima presso la galleria Spirale Arte di Milano con nuove, imponenti opere di medio e grande formato, partecipa al simposio parallelo alla X Biennale Internazionale de Il Cairo con il video Flash Back e alla rassegna internazionale curata da A. D'Avossa al Castello Aragonese di Taranto intitolata Mediterraneo Contemporaneo. Nel 2007 ritorna a Verona in occasione della rassegna Il Settimo Splendore, curata da G. Cortenova, che ha inaugurato il Palazzo della Ragione. Nello stesso anno partecipa anche alle rassegne internazionali Linee all’orizzonte, alla Galleria d’Arte Moderna di Genova, curata da Maurizio Sciaccaluga, e Anatomia dell’irrequietezza, a cura di Luca Beatrice al Palazzo della Penna di Perugia. Nel mese di novembre allestisce poi una ricca personale a Verona, nella prestigiosa sede di Palazzo Forti, intitolata Le Città invisibili e curata da Giorgio Cortenova e Patrizia Nuzzo.
Il 2008 lo vede infine protagonista di un progetto site-specific pensato per la Piazza del Duomo e la chiesa di S. Agostino di Pietrasanta, in collaborazione con il Comune e la galleria Marco Rossi Spirale Arte. Inoltre viene invitato a partecipare al progetto itinerante intitolato Correnti Mediterranee - Artisti Arabi tra Mediterraneo e Italia, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e curato da Martina Corgnati, in mostra a Damasco, Beirut e Il Cairo.
Compare nella Timeline of Art History del Metropolitan Museum di New York come esponente dell'Arte Egiziana Moderna.